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12 maggio 2023

Andamento gestionale al 31 marzo 2023

Ricavi netti consolidati nel primo trimestre pari a 955,9 milioni, +19,5% rispetto al 2022

Il rafforzamento dei prezzi, in tutti i mercati di presenza, ha compensato le minori quantità vendute di cemento e calcestruzzo (-8,8% e -12,2% rispettivamente)

Andamento particolarmente negativo delle vendite in Europa Centrale e Orientale. Rallentamento più contenuto in Stati Uniti d’America e Italia. Sviluppo favorevole in Messico e in Brasile
                 

Dati Consolidati   Gen-Mar 2023 Gen-Mar 2022 23/22
Vendite di cemento t/000 5.803 6.363 -8,8%
Vendite di calcestruzzo m3/000 2.364 2.693  -12,2%
Ricavi netti €/m 956 800 +19,5%
    Mar 23 Dic 22 Var.
Posizione finanziaria netta €/m 279 288 -9

 

Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi Unicem SpA si è riunito in data odierna per esaminare sinteticamente l’andamento economico da gennaio a marzo 2023 e la posizione finanziaria netta alla fine del primo trimestre. 

Durante il primo trimestre del 2023 i volumi di vendita realizzati dal gruppo hanno mostrato uno sviluppo negativo, in linea con il generalizzato rallentamento del settore costruzioni nelle aree di presenza. La dinamica è stata particolarmente negativa in Europa Centrale dove l’andamento delle consegne è stato penalizzato sia dal clima avverso che dal calo della domanda, su cui ha impattato la minore attività principalmente nel comparto residenziale. Una simile evoluzione ha caratterizzato lo sviluppo delle nostre vendite anche in Europa Orientale che, in aggiunta, rimane ancora fortemente penalizzata dal difficile contesto operativo in Ucraina. In Italia e Stati Uniti, invece, il rallentamento dei volumi di vendita è risultato più contenuto, tra l’altro penalizzato dal confronto con la performance mediamente alta del primo trimestre 2022. In Messico, il trend positivo già osservato nel secondo semestre dell’anno scorso è continuato anche in avvio di 2023, mentre in Brasile i volumi sono rimasti stabili. Per quanto riguarda i prezzi di vendita, il rafforzamento è proseguito, seppur con intensità differente, in tutti i mercati di presenza.  
Tali dinamiche hanno condotto a una diminuzione dei volumi di vendita a livello consolidato nei primi tre mesi del 2023, sia come cemento (-8,8%) che come calcestruzzo preconfezionato (-12,2%). 

Le incertezze connesse al contesto geopolitico, alla persistenza dell’inflazione su livelli elevati, oltre alle tensioni nel settore finanziario, hanno limitato le prospettive di crescita dell’economia internazionale. In gennaio, il commercio mondiale di beni ha continuato a diminuire, in volume, sebbene con una dinamica congiunturale più attenuata (-0,1% rispetto a -2,8% di dicembre 2022). Le recenti stime del Fondo Monetario Internazionale prevedono per l’anno in corso un tasso di crescita dell’economia mondiale del 2,8%, in decelerazione rispetto al 2022, ma in miglioramento se confrontato con le previsioni di fine 2022. Sullo scenario internazionale, tuttavia, permangono i rischi ribassisti legati alla prosecuzione della guerra in Ucraina, al protrarsi dell’inflazione su livelli elevati e ai conseguenti orientamenti restrittivi delle politiche monetarie, sia nelle economie avanzate che in quelle emergenti. Inoltre, sarà necessario valutare eventuali ripercussioni sulle condizioni finanziarie globali conseguenti ai recenti casi di dissesti bancari in Stati Uniti e Svizzera.
L’economia USA, nel primo trimestre del 2023, ha confermato l’andamento positivo già mostrato nei trimestri precedenti, riflettendo l’aumento della spesa pubblica, sia a livello federale che a livello statale, dei consumi interni e degli investimenti non residenziali. La contrazione dell’attività nel comparto residenziale e l’andamento debole delle esportazioni hanno, tuttavia, indebolito la crescita che si sarebbe attestata al 1,1%, in rallentamento rispetto a quanto registrato nel terzo e quarto trimestre del 2022 (+3,2% e +2,6% rispettivamente), mentre l’inflazione ha continuato a decelerare (+6,0% su base annua). 
Nell’area euro, dopo una prolungata fase di crescita, il PIL ha ristagnato durante l’ultimo trimestre del 2022 (+0,1%). La debolezza dei consumi interni, su cui ha impattato l’ancora elevata inflazione, è stata compensata dalla resilienza degli investimenti, ambito nei confronti del quale non si sono ancora pienamente riflessi gli effetti delle politiche fiscali restrittive. In marzo, l’inflazione è calata per il quinto mese consecutivo, assestandosi al 6,9%, riflettendo il forte rallentamento dei prezzi dell’energia. 
In Italia, nell’ultimo trimestre del 2022, la crescita del PIL è stata sostanzialmente nulla (-0,1%), in rallentamento rispetto al trimestre precedente. La contrazione della spesa delle famiglie e delle importazioni è stata controbilanciata dall’accelerazione degli investimenti e dall’aumento delle esportazioni. Nel primo trimestre dell’anno in corso, invece, l’economia ha registrato una crescita modesta (+0,5%), riflettendo una buona tenuta sia del comparto industriale che di quello dei servizi. L’inflazione, grazie principalmente alla flessione dei prezzi dei beni energetici, ha decelerato nel primo trimestre, attestandosi al 7,6% a fine marzo.
Fra i paesi emergenti, in Messico l’economia ha proseguito a crescere (+1,1% nel primo trimestre), grazie allo sviluppo favorevole dell’attività nella manifattura e nelle costruzioni, oltre che nei servizi. Per l’intero 2023, tuttavia, il prodotto è previsto rallentare a causa dell’effetto della stretta monetaria e dell’indebolimento dell’economia statunitense. Anche in Brasile, nel complesso del 2023, il prodotto è atteso in rallentamento a causa della debolezza dei consumi privati, delle esportazioni e degli investimenti, a loro volta penalizzati dal livello dei tassi d’interesse e dalla crescita globale più contenuta.  
Le principali banche centrali hanno confermato l’orientamento restrittivo delle rispettive politiche monetarie, a causa delle elevate aspettative d’inflazione per l’anno in corso. La Federal Reserve ha aumentato in maniera più contenuta i tassi di riferimento in febbraio e marzo mentre la BCE ha aumentato di ulteriori 50 punti i tassi di interesse ufficiali, portando a 350 punti base l’incremento complessivo da luglio 2022. In America Latina, la banca centrale del Messico ha confermato l’orientamento restrittivo, per limitare un tasso d’inflazione che non ha ancora intrapreso la discesa verso gli obiettivi 2024. In Brasile, invece, la banca centrale ha deciso di mantenere fermi i tassi di interesse, su livelli elevati, sebbene negli ultimi mesi l’indice del carovita si sia più che dimezzato rispetto al 2022. 
Dopo aver mostrato una sostanziale stabilità nel primo bimestre del 2023, i prezzi del petrolio sono diminuiti in marzo per poi risalire in aprile, in seguito alla decisione del taglio della produzione da parte dei paesi OPEC. Dal mese di gennaio, il prezzo del gas naturale per i mercati europei ha continuato a ridursi grazie all’ampio livello degli stoccaggi, alle temperature miti e all’andamento moderato dei consumi industriali. 

Le vendite di cemento e clinker del gruppo, nel primo trimestre del 2023, si sono attestate a 5,8 milioni di tonnellate, in diminuzione del 8,8% rispetto al precedente esercizio. Le vendite di calcestruzzo preconfezionato hanno chiuso con un rallentamento più marcato (-12,2%), a quota 2,4 milioni di metri cubi. 
Il fatturato consolidato è stato pari a 955,9 milioni, in aumento del 19,5% rispetto ai 800,1 milioni nel 2022. Le variazioni nei tassi di cambio hanno inciso positivamente per 27,6 milioni. A cambi costanti, il fatturato sarebbe aumentato del 16,0%.

La tabella seguente illustra la ripartizione del fatturato per mercati di presenza.

 milioni di euro 31/03/2023 31/03/2022  ∆ % ∆ % lfl
Italia 203,7 163,3 +24,8 +24,8
Stati Uniti d'America 375,0 301,9 +24,2 +18,8
Germania 195,1  175,4 +11,2 +11,2
Lussemburgo e Paesi Bassi 53,9 52,0 +3,7 +3,7
Rep. Ceca e Slovacchia 40,6 37,3 +9,0  +5,5
Polonia 33,2 29,2 +13,8 +15,9
Ucraina 9,7 13,1 -26,1 -10,1
Russia 60,1 38,2 +57,3 +24,1
Elisioni (15,4) (10,3)    
  955,9 800,1 +19,5 +16,0
         
Messico (100%) 242,0  166,6 +45,2 +26,6
Brasile (100%) 92,5 75,2 +23,1 +16,9

 

La posizione finanziaria netta a fine periodo, che comprende anche le attività finanziarie a lungo termine, risulta positiva e ammonta a 279,2 milioni, contro i 288,2 milioni di fine 2022. Nel corso del periodo in esame, la società ha sostenuto spese in conto capitale pari a 60,9 milioni (61,9 milioni il corrispondente valore nel 2022). 

Italia
Le nostre vendite di leganti idraulici e clinker, dopo l’evidente contrazione nel 2022, hanno chiuso il primo trimestre in rallentamento, sia nel cemento che nel calcestruzzo. Peraltro occorre tenere presente che sono diminuite le nostre possibilità di esportare a prezzi remunerativi e che le importazioni hanno acquisito nel paese una quota di mercato crescente. I prezzi di vendita, dopo il significativo incremento registrato nel corso del 2022, hanno chiuso il primo trimestre senza variazioni di rilievo ma grazie all’effetto trascinamento sono comunque migliorati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. 
Nel complesso, il fatturato è aumentato del 24,8%, passando da 163,3 a 203,7 milioni.

Stati Uniti d’America
Le quantità vendute di cemento hanno evidenziato una modesta contrazione, penalizzate dal clima sfavorevole in avvio d’anno, soprattutto in Texas, e dal confronto con il primo trimestre del 2022, particolarmente brillante. Tali andamenti si sono riflessi anche sulla produzione di calcestruzzo preconfezionato, che ha chiuso con segno sfavorevole, in parte penalizzata dalla carenza di personale addetto alla distribuzione. Per quanto riguarda i prezzi unitari di vendita, la stabilità della domanda ha permesso di ottenere un ulteriore miglioramento in avvio d’anno, sia nel cemento che nel calcestruzzo. 
Il fatturato complessivo si è attestato a 375,0 milioni di euro, in aumento del 24,2% rispetto ai 301,9 milioni realizzati nello stesso periodo del 2022. Il rafforzamento del dollaro (+4,3%) ha influenzato la traduzione dei risultati in euro; a parità di cambio il fatturato sarebbe aumentato del 18,8%.

Europa Centrale
In Germania, i volumi di vendita, sia di cemento che di calcestruzzo, hanno mostrato un andamento piuttosto negativo, a causa di una debolezza della domanda superiore alle attese e condizioni meteo meno favorevoli rispetto allo stesso periodo del 2022. A partire dal mese di gennaio sono stati implementati dei significativi aumenti di prezzo, per compensare i maggiori costi di produzione. 
Il fatturato è cresciuto del 11,2%, attestandosi a 195,1 milioni (175,4 milioni nel 2022). 

In Lussemburgo e Paesi Bassi, il meteo sfavorevole e il calo della domanda hanno condizionato negativamente le nostre consegne di cemento, sia domestiche sia export, che hanno chiuso il primo trimestre in netta contrazione. Nel calcestruzzo, invece, il calo è stato più contenuto, grazie anche ad un confronto più favorevole con lo stesso periodo del 2022, in cui si erano verificate alcune difficoltà operative, fra cui la carenza di personale, riconducibili alla pandemia. I prezzi di vendita, in entrambi i settori, hanno evidenziato una significativa crescita, volta a contrastare i maggiori costi dovuti all’inflazione della componente energia. 
Il fatturato si è attestato a 53,9 milioni, in leggero aumento (+3,7%) rispetto al 2022 (52,0 milioni).

Europa Orientale
In Repubblica Ceca, i volumi di vendita hanno chiuso a un livello nettamente inferiore rispetto al 2022. I dati di produzione riferiti alla divisione calcestruzzo preconfezionato, Slovacchia compresa, hanno manifestato un andamento analogo, quindi sfavorevole. In entrambi i settori, i prezzi di vendita in valuta locale hanno mostrato un deciso incremento. 
Il fatturato, aiutato dall’apprezzamento della corona ceca (+3,5%), si è attestato a 40,6 milioni, in aumento del 9,0% rispetto a quanto raggiunto nel 2022 (37,3 milioni). A parità di cambio la variazione favorevole del fatturato sarebbe stata del 5,5%.

In Polonia, i nostri volumi di vendita, cemento e calcestruzzo, hanno chiuso il periodo al di sotto del livello raggiunto nell’esercizio precedente. I prezzi di vendita, invece, hanno mostrato uno sviluppo decisamente positivo. 
Il fatturato, nonostante la svalutazione dello zloty polacco (-1,8%), è passato da 29,2 a 33,2 milioni di euro (+13,8%). A parità di cambio il fatturato sarebbe aumentato del 15,9%.

In Ucraina, i nostri volumi di vendita si sono ulteriormente contratti a causa della domanda stagnante. L’inflazione, seppur in leggero rallentamento rispetto al picco registrato nel secondo semestre del 2022, ha spinto ancora al rialzo i prezzi di vendita. 
Il fatturato si è attestato a quota 9,7 milioni di euro, in diminuzione del 26,1% (13,1 milioni nel 2022). Il deprezzamento della valuta locale (-21,7%) ha impattato sulla traduzione in euro dei ricavi; a parità di cambio il fatturato sarebbe comunque diminuito del 10,1%.

In Russia, il management locale che presidia le attività riporta che i volumi di vendita sono stati di poco superiori a quelli dello stesso periodo nell’anno precedente. La variazione dei prezzi di vendita, in valuta locale, è risultata anch’essa favorevole. 
In tale contesto, i ricavi netti hanno raggiunto i 60,1 milioni di euro, in aumento del 57,3% rispetto ai 38,2 milioni del 2022. L’effetto rivalutazione del rublo è stato molto considerevole, avendo come periodo di confronto quello di apertura del conflitto in Ucraina (+21,1%); in valuta locale il fatturato avrebbe espresso un incremento del 24,1%.

Messico (valutazione al patrimonio netto)
Le vendite della nostra joint venture hanno evidenziato un andamento decisamente favorevole, con prezzi anch’essi in miglioramento. Negativa, invece, la variazione dei volumi nel settore calcestruzzo, seppur contenuta.
Con riferimento al 100% della joint venture, i ricavi netti hanno raggiunto i 242,0 milioni di euro, in aumento del 45,2% rispetto a 166,6 milioni realizzati nel 2022. L’apprezzamento del peso messicano (+12,8%), ha inciso positivamente sulla conversione in euro. A parità di cambio, il fatturato sarebbe aumentato del 26,6%.

Brasile (valutazione al patrimonio netto)
Le quantità vendute dalla joint venture sono state in linea rispetto allo stesso periodo del 2022, con andamenti differenziati nelle aree di presenza: positivo lo sviluppo sul mercato del nord est, rispetto a un certo rallentamento nel sud est, dove l’attività è stata condizionata dalle abbondanti piogge. I prezzi di vendita, invece, hanno mostrato una crescita omogenea. 
Il fatturato in euro, riferito al 100% della joint venture, è aumentato del 23,1% passando da 75,2 milioni nel 2022, a 92,5 milioni nel periodo in esame. L’apprezzamento del real brasiliano (+5,0%) ha influito positivamente sulla traduzione in euro; a parità di cambio e di perimetro il fatturato sarebbe aumentato del 16,9%.

Evoluzione prevedibile della gestione
I risultati raggiunti nei primi tre mesi del 2023 sono coerenti con le previsioni per l’anno in corso delineate a fine marzo. Essi sono stati caratterizzati da un generalizzato rallentamento della domanda, riconducibile principalmente alla contrazione degli investimenti, soprattutto privati, che è scaturita dal clima di incertezza economica e dall’innalzamento dei tassi d’interesse. Per contro, il gruppo ha beneficiato di un effetto prezzi favorevole, dovuto sia al trascinamento dall’esercizio precedente sia a nuovi aumenti volti a contrastare l’inflazione dei fattori non ancora sopita. 

Riteniamo che le dinamiche appena delineate possano confermarsi anche nel prosieguo dell’anno in corso. In particolare, negli Stati Uniti prevediamo che la domanda continui a beneficiare del contributo positivo delle infrastrutture e di alcuni segmenti dell’edilizia non residenziale, a discapito di una evidente contrazione dell’attività nel comparto residenziale. Non escludiamo, tuttavia, che i recenti dissesti nel sistema bancario possano portare ad un’ulteriore stretta monetaria, con ripercussioni sul settore delle costruzioni. In Europa, invece, nonostante la dinamica positiva del comparto infrastrutture, prevediamo che la domanda continuerà ad essere penalizzata dal rallentamento dell’attività nel comparto residenziale. In Messico e Brasile, stimiamo che la combinazione volumi, prezzi e costi conduca, anche nei prossimi mesi, ad un certo sviluppo positivo. La stabilizzazione dei prezzi dell’energia, sebbene su livelli superiori rispetto al 2022, se confermata ci permette di avere una migliore visibilità sulla dinamica dei costi di produzione dalla primavera in poi. 

In conclusione, valutando l’insieme di queste considerazioni, riteniamo che il margine operativo lordo raggiunto lo scorso esercizio possa essere pareggiato agevolmente anche nel 2023. Tuttavia, al momento, gli elementi a nostra disposizione non sono sufficienti a delineare un quadro chiaramente diverso da quello comunicato a fine marzo con l’approvazione del bilancio 2022 e, pertanto, riteniamo ragionevole confermare la stessa evoluzione prevista. 

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Indicatori alternativi di performance
Buzzi Unicem utilizza nell’informativa finanziaria alcuni indicatori alternativi di performance che, pur essendo molto diffusi, non sono definiti o specificati dai principi contabili. Di seguito la definizione di quelli compresi nella presente informativa:

Posizione finanziaria netta: rappresenta un indicatore della struttura finanziaria e corrisponde alla differenza tra le passività e le attività finanziarie, sia a breve sia a lungo termine. Quindi, comprende tutte le passività o attività fruttifere d’interesse e quelle a esse collegate, quali gli strumenti finanziari derivati e i ratei.

Indebitamento netto: rappresenta un indicatore della struttura finanziaria e corrisponde alla differenza tra le passività finanziarie, sia a breve sia a lungo termine, e le attività finanziarie a breve termine. Quindi comprende tutte le passività, una parte delle attività fruttifere d’interesse e le voci collegate, quali gli strumenti finanziari derivati e i ratei. L’indicatore è conforme alla Comunicazione Consob n. 92543/2015 e agli orientamenti ESMA32-382-1138.

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Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Elisa Bressan, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l'informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.


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